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Da un'iniziativa autofinanziata del Collettivo di Scienze e del Collettivo AdaByron di Informatica, mettiamo a disposizione gratuitamente Linux Journal, una delle riviste più note sullo scenario internazional su Linux e l'Opensource.

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Il Tramonto dell'Università PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Giugno 2010 10:34
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Manda questa email al Rettore dell'Ateneo di Firenze Alberto Tesi all' indirizzo:

rettore at unifi.it

Oggetto : Richiesta dallo studente (tuo nome e cognome)


Egregio rettore,
Sono uno studente dell'Ateneo di Firenze e le scrivo perchè credo che le riforme universitarie degli ultimi anni, con la scusa di ridurre gli sprechi, stiano distruggendo l'Istruzione Pubblica e la Ricerca.
Penso che il Sistema Universitario pubblico necessiti di una riforma che renda REALMENTE l'Università un luogo di cultura e di alta formazione e non un laureificio nè tanto meno un'azienda. Per questo come studente, vorrei che il mio Ateneo prendesse una posizione netta e contraria al DDL 1905 e a tutte le riforme che l'hanno preceduto

(firma con il tuo nome e cognome)

 
Bloccata la Seduta Congiunta di Consiglio di Amministrazione e Senato Accademico PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Novembre 2009 10:37

La pienissima giornata degli Organi di Governo dell'Ateneo è stata appena interrotta. Quasi 300 studenti appartenenti agli Studenti di Sinistra e ai Collettivi di tutte le Facoltà hanno appena bloccato la Seduta Congiunta del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico che avrebbe preceduto le riunioni del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione. Questa mattina il nuovo Rettore Tesi avrebbe presentato le sue linee programmatiche e la sua squadra di Governo.

In questa grave situazione, sia su scala Nazionale che Locale, non glielo abbiamo permesso.

Ecco il documento che gli Studenti di Sinistra e tutti i Collettivi hanno letto durante la seduta:


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Meno di un anno fa, migliaia di studenti hanno occupato numerosi edifici e strutture dell’Ateneo, in mobilitazione contro la legge 133/08, creando un movimento che ha fatto della creatività e dell’autorganizzazione i suoi paradigmi fondamentali, dimostrandosi non violento e antifascista; ed oggi, come allora, la nostra vuole essere la voce di tanti studenti che hanno manifestato per un'Università diversa, la voce dei lavoratori, dei docenti precari e di tanta parte dei ricercatori.

Da sempre, contestiamo l'autonomia didattica e finanziaria, che ha dato il via a questa gestione dissennata degli Atenei e alla proliferazione di numerosi Corsi di Laurea, che ha permesso una gestione aziendale dell'Università pubblica, riducendo l'attività di Governo ad un puro esercizio di compravendita, seguito dall'accensione di mutui enormi e da una politica che ha preferito gli scatti di carriera dei docenti verso i livelli più alti rispetto alle nuove assunzioni, che ha permesso il progressivo ingresso di privati e gruppi di potere nella programmazione di didattica e ricerca.

Non contraddicendo affatto questa eredità politica, nella scorsa seduta, il Consiglio d'Amministrazione, il Senato Accademico e quindi, soprattutto, il nuovo Rettore hanno approvato un protocollo d'intesa con la regione toscana, a soli 2 giorni dalla frettolosa approvazione in Giunta Regionale, senza alcuna discussione e di fatto svilendo le proprie funzioni, relegandosi a semplici organi notarili. Un provvedimento importante come questo, che prevede una profonda modifica dello Statuto di Ateneo, avrebbe necessitato di un ampio dibattito pubblico, sia dentro che fuori l'Ateneo. Siamo fortemente contrari a questo protocollo di intesa.

Riteniamo gravissimo che l'Ateneo, in cambio di finanziamenti, apporti delle modifiche allo Statuto che aprono le porte degli Organi di governo e di controllo dell'Università a soggetti esterni. La presenza di un soggetto esterno di qualunque natura esso sia condizionerà le scelte dell'Ateneo in materia di didattica e di ricerca, basandole su logiche non esclusivamente culturali e scientifiche.

Questo accordo costringe l'Università a peggiorare ulteriormente l'attuale struttura e si pone in netta continuità con i progetti di questo Governo liberista, che con il recente Disegno di Legge del Ministro Gelmini introduce prepotentemente dinamiche aziendali nelle decisioni e nelle politiche degli Atenei.

Infatti il Disegno di Legge attribuisce in toto il potere decisionale al Consiglio di Amministrazione, svilendo e annullando il ruolo politico del Senato Accademico e sottomettendo la funzione didattico-formativa dell'Università pubblica a mere logiche economiche. Ci opponiamo fortemente a tutto questo ed avvieremo un'ampia mobilitazione, con i lavoratori e i ricercatori, i docenti e le parti sociali, nonostante questi organi di governo proseguano, in un silenzio colpevole, la loro normale attività, incuranti della gravissima situazione che sta investendo l'università italiana e la sua natura pubblica.

Noi crediamo in un'Università diversa, che sia pubblica, libera e di massa; siamo convinti da anni della necessità di un processo di riforma del sistema universitario, che però non debba passare dalle Fondazioni private, dall'ingresso dei privati in Consiglio di Amministrazione, da una governace leggera, dall'aumento delle tasse universitarie, dall'accesso a numero programmato. Le linee di Ricerca seguite all'Università devono essere dettate esclusivamente da dialettiche culturali e svincolate da interessi commerciali: solo così è possibile una Ricerca pura, su cui si basa il progresso della società.

Abbiamo interrotto questa seduta per esprimere la nostra totale contrarietà alla politica di svendita dell'università pubblica che questo Ateneo sta portando avanti da anni. Nei mesi passati, il Rettore Tesi si è sempre espresso poco e in modo vago, se non contraddittorio, su come verrà gestito l'Ateneo, e su quanto sta accadendo a livello nazionale e nel mondo accademico. Più volte ha dichiarato che si sarebbe nettamente discostato dalle politiche portate avanti in passato, ma quello che è successo negli ultimi giorni è la palese dimostrazione del contrario.

Pretendiamo che il Rettore e tutto l'Ateneo prendano una posizione netta sul DDL Gelmni, e che questo nuovo Governo dell'Ateneo inizi il suo mandato discostandosi dalle politiche della precedente gestione, partendo dal ritiro del Protocollo di Intesa conla Regione Toscana.

Vogliamo un Ateneo che metta noi studenti al centro della sua analisi, che assicuri e non tagli i servizi necessari alla nostra formazione, i servizi di supporto alla didattica, i servizi per le biblioteche e gli spazi studio, quelli necessari per il corretto funzionamento di segreterie e sportelli didattici. Rivendichiamo i nostri spazi, anche al di fuori degli orari didattici, per riempirli di iniziative culturali, momenti di incontro e soprattutto di studio, perché è forte per tutti noi la necessità di avere un luogo di autodeterminazione e organizzazione. Vogliamo un Ateneo in cui le decisioni che vengono prese in merito agli studenti abbiano come motivazione esclusiva gli interessi didattici e non invece gli interessi economici; rivendichiamo il libero accesso alla formazione superiore, senza vincoli quantitativi o qualitativi. Vogliamo un Ateneo che tuteli i diritti dei lavoratori, che proponga soluzioni di lunga durata per ricercatori e i precari, che provi a disarticolare, nella pratica politica, questo incancrenito sistema di lobby e nepotismi.

Riteniamo che l'università debba essere un luogo dove si crea cultura e dove le persone, dagli studenti al personale tecnico amministrativo, dai precari della ricerca fino ai docenti, siano partecipi e consapevoli, delle decisioni e dell'organizzazione.

Studenti di Sinistra

e

Collettivo d'Agraria, Rossomalpolo - Collettivo di Novoli, Farmacoresistenza - Collettivo di Farmacia, Filo da Torcere - Collettivo di Ingegneria, Collettivo di Lettere e Filosofia, Codice Rosso - Collettivo di Medicina, Collettivo Nosmet, Laboratorio 15 - PSI per Vendetta - Psicologia, Collettivo di Scienze.

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Le foto ...

 
Riapriamo l'Università PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Novembre 2009 15:35

Ma senza Presidi né tessere!

Sempre più spesso ci troviamo a vivere i nostri luoghi di studio tra corsi ed esami, senza avere l’opportunità di renderci conto che i ritmi di studio fagocitano i nostri tempi di vita; l’organizzazione attuale della didattica e degli spazi dell’Università non permette momenti di confronto e di incontro, di opportunità culturali o di studio ed elaborazione. Rivendichiamo il ruolo degli studenti all’interno dell’Università come protagonisti attivi della vita politica e culturale, per un’elaborazione critica dei saperi, che sempre più vengono propinati sottoforma di puro nozionismo e che vengono resi merce dai tempi sempre più alienanti e veloci che ci vengono imposti. C’è poi una dimensione tutta cittadina del problema, che porta ad evidenziare una lampante assenza di spazi per studenti, che siano di confronto, di socialità, di aggregazione e di incontro, di opportunità culturali o di luoghi di studio.

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La Controguida PDF Stampa E-mail
Lunedì 07 Settembre 2009 12:41

E' pronta la Controguida del Collettivo di Scienze 2009-2010.

copertina.jpgLa controguida rappresenta il tentativo del Collettivo di Scienze di fornire agli studenti tutte quelle informazioni che non vengono date dal Manifesto degli Studi dell'Ateneo Fiorentino.

Mentre il Manifesto degli Studi presenta la nostra Facoltà dal punto di vista
istituzionale (quello dei docenti!), con questa controguida vi offriamo il punto di vista di
noi studenti, che viviamo, come voi, i diversi Corsi di Studio di questa Facoltà; riteniamo
infatti che l'esperienza di vita universitaria filtrata dagli occhi degli studenti sia quella che
aiuta veramente chi è appena entrato nell'Università e vuole inserirsi nell'ambiente, ed è uno strumento adatto a chiunque voglia vivere il proprio percorso di studi partecipandone attivamente e non subendolo, resistendo alla meglio per qualche anno e rispettando regole talvolta assurde.
Queste notizie sul Manifesto non le trovate! L'attuale situazione dell'Università,
che vorremmo approfondire con tutti nei prossimi mesi, non ci consente di restare immobili,
mentre altri, al solito, decidono per noi. Sperando di non affondare nel disinteresse generale e di non peccare di arroganza, vi invitiamo a questa interessante lettura.

Per leggerla clicca qui.

Collettivo di Scienze

 
In merito alle violenze dell' 11 maggio PDF Stampa E-mail
Sabato 16 Maggio 2009 00:14
Lunedì 11 maggio un piccolo corteo di studenti medi è stato più volte caricato dalla polizia nei pressi di via della Colonna e piazza SS.Annunziata: alcuni dei giovani manifestanti sono stati ricoverati in ospedale, riportando ferite più o meno gravi..


Siamo vicini ai ragazzi che hanno subito le percosse perpetrate da parte degli agenti e non resteremo indifferenti di fronte a queste derive violente delle forze dell'ordine. Non condividiamo questo sistema che troppo spesso tende a stringere nelle morse della tensione e della repressione le libere manifestazioni di opinione.

Per questo, come Collettivo di Scienze, sabato 16 maggio alle ore 15.00 saremo in Piazza San Marco a fianco di tutti gli altri studenti e di tutti i cittadini consapevoli.
 
No al numero chiuso a Biotecnologie! Il Consiglio di Facoltà interrotto dagli studenti. PDF Stampa E-mail
Lunedì 11 Maggio 2009 14:51
Oggi, Giovedì 7 Maggio, il Collettivo di Scienze ha interrotto il Consiglio Straordinario della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, che aveva come principale punto all'Ordine del Giorno l'introduzione del numero chiuso per il prossimo anno accademico per il Corso di Laurea Interfacoltà in Biotecnologie.

Come studenti ci sentiamo in diritto ed in dovere di pretendere il rispetto dei diritti di tutti gli studenti: crediamo che l'introduzione del numero programmato rappresenti una limitazione del diritto allo studio di molti studenti e che sia una risposta sbagliata ad un problema reale. Il Corso di Laurea in Biotecnologie da sempre ha avuto grossi problemi di svariato genere. Nel corso degli anni sono emersi i reali limiti di un corso che manca di un’organizzazione di base: i docenti titolari di cattedra sono una minima parte e gli spazi per le lezioni e i laboratori sono inadeguati anche a causa della grossa affluenza di studenti. Quest’ultima è dovuta in massima parte a studenti iscritti al curriculum medico-diagnostico, che si immatricolano dopo non essere stati ammessi a medicina e poi, nell’80% dei casi, abbandonano il CdL al secondo anno, ritentando il test d’ingresso della facoltà di medicina, grazie alla preparazione acquisita in un anno e grazie anche alla possibilità di convalidare gli esami in comune. Tutto ciò, insieme al palese disinteresse delle Facoltà, concorre a rendere il corso invivibile e con una scarsa qualità della didattica, specialmente al primo anno. Il Corso di Laurea in Biotecnologie è sempre stato un corso classificato come “a costo zero”.

Dopo una prima sospensione della seduta, i Rappresentanti degli studenti del Collettivo di Scienze hanno presentato una mozione d'ordine che si esprimeva contro il numero programmato a Biotecnologie per l'a.a. 2009/2010, promuovendo un tavolo di lavoro con le altre Facoltà, per una riorganizzazione e un riassetto del Corso di Laurea.

La nostra mozione è stata approvata a maggioranza dal Consiglio di Facoltà. E’ questo il momento per la nostra Facoltà, come delle altre tre facoltà concorrenti per la gestione di Biotecnologie, di interrogarsi sulla reale volontà di investire personale e strutture in questo Corso di Laurea e rispondere ai molteplici interrogativi che, da anni, poniamo!

Ha vinto l'idea di Università diversa, ha vinto l'idea di un sistema universtiario pubblico, libero e di massa, per la cui difesa così tanto ci siamo mobilitati nello scorso autunno, ha vinto la partecipazione attiva di tanti studenti.
 
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