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Bloccata la Seduta Congiunta di Consiglio di Amministrazione e Senato Accademico PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Novembre 2009 10:37

La pienissima giornata degli Organi di Governo dell'Ateneo è stata appena interrotta. Quasi 300 studenti appartenenti agli Studenti di Sinistra e ai Collettivi di tutte le Facoltà hanno appena bloccato la Seduta Congiunta del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico che avrebbe preceduto le riunioni del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione. Questa mattina il nuovo Rettore Tesi avrebbe presentato le sue linee programmatiche e la sua squadra di Governo.

In questa grave situazione, sia su scala Nazionale che Locale, non glielo abbiamo permesso.

Ecco il documento che gli Studenti di Sinistra e tutti i Collettivi hanno letto durante la seduta:


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Meno di un anno fa, migliaia di studenti hanno occupato numerosi edifici e strutture dell’Ateneo, in mobilitazione contro la legge 133/08, creando un movimento che ha fatto della creatività e dell’autorganizzazione i suoi paradigmi fondamentali, dimostrandosi non violento e antifascista; ed oggi, come allora, la nostra vuole essere la voce di tanti studenti che hanno manifestato per un'Università diversa, la voce dei lavoratori, dei docenti precari e di tanta parte dei ricercatori.

Da sempre, contestiamo l'autonomia didattica e finanziaria, che ha dato il via a questa gestione dissennata degli Atenei e alla proliferazione di numerosi Corsi di Laurea, che ha permesso una gestione aziendale dell'Università pubblica, riducendo l'attività di Governo ad un puro esercizio di compravendita, seguito dall'accensione di mutui enormi e da una politica che ha preferito gli scatti di carriera dei docenti verso i livelli più alti rispetto alle nuove assunzioni, che ha permesso il progressivo ingresso di privati e gruppi di potere nella programmazione di didattica e ricerca.

Non contraddicendo affatto questa eredità politica, nella scorsa seduta, il Consiglio d'Amministrazione, il Senato Accademico e quindi, soprattutto, il nuovo Rettore hanno approvato un protocollo d'intesa con la regione toscana, a soli 2 giorni dalla frettolosa approvazione in Giunta Regionale, senza alcuna discussione e di fatto svilendo le proprie funzioni, relegandosi a semplici organi notarili. Un provvedimento importante come questo, che prevede una profonda modifica dello Statuto di Ateneo, avrebbe necessitato di un ampio dibattito pubblico, sia dentro che fuori l'Ateneo. Siamo fortemente contrari a questo protocollo di intesa.

Riteniamo gravissimo che l'Ateneo, in cambio di finanziamenti, apporti delle modifiche allo Statuto che aprono le porte degli Organi di governo e di controllo dell'Università a soggetti esterni. La presenza di un soggetto esterno di qualunque natura esso sia condizionerà le scelte dell'Ateneo in materia di didattica e di ricerca, basandole su logiche non esclusivamente culturali e scientifiche.

Questo accordo costringe l'Università a peggiorare ulteriormente l'attuale struttura e si pone in netta continuità con i progetti di questo Governo liberista, che con il recente Disegno di Legge del Ministro Gelmini introduce prepotentemente dinamiche aziendali nelle decisioni e nelle politiche degli Atenei.

Infatti il Disegno di Legge attribuisce in toto il potere decisionale al Consiglio di Amministrazione, svilendo e annullando il ruolo politico del Senato Accademico e sottomettendo la funzione didattico-formativa dell'Università pubblica a mere logiche economiche. Ci opponiamo fortemente a tutto questo ed avvieremo un'ampia mobilitazione, con i lavoratori e i ricercatori, i docenti e le parti sociali, nonostante questi organi di governo proseguano, in un silenzio colpevole, la loro normale attività, incuranti della gravissima situazione che sta investendo l'università italiana e la sua natura pubblica.

Noi crediamo in un'Università diversa, che sia pubblica, libera e di massa; siamo convinti da anni della necessità di un processo di riforma del sistema universitario, che però non debba passare dalle Fondazioni private, dall'ingresso dei privati in Consiglio di Amministrazione, da una governace leggera, dall'aumento delle tasse universitarie, dall'accesso a numero programmato. Le linee di Ricerca seguite all'Università devono essere dettate esclusivamente da dialettiche culturali e svincolate da interessi commerciali: solo così è possibile una Ricerca pura, su cui si basa il progresso della società.

Abbiamo interrotto questa seduta per esprimere la nostra totale contrarietà alla politica di svendita dell'università pubblica che questo Ateneo sta portando avanti da anni. Nei mesi passati, il Rettore Tesi si è sempre espresso poco e in modo vago, se non contraddittorio, su come verrà gestito l'Ateneo, e su quanto sta accadendo a livello nazionale e nel mondo accademico. Più volte ha dichiarato che si sarebbe nettamente discostato dalle politiche portate avanti in passato, ma quello che è successo negli ultimi giorni è la palese dimostrazione del contrario.

Pretendiamo che il Rettore e tutto l'Ateneo prendano una posizione netta sul DDL Gelmni, e che questo nuovo Governo dell'Ateneo inizi il suo mandato discostandosi dalle politiche della precedente gestione, partendo dal ritiro del Protocollo di Intesa conla Regione Toscana.

Vogliamo un Ateneo che metta noi studenti al centro della sua analisi, che assicuri e non tagli i servizi necessari alla nostra formazione, i servizi di supporto alla didattica, i servizi per le biblioteche e gli spazi studio, quelli necessari per il corretto funzionamento di segreterie e sportelli didattici. Rivendichiamo i nostri spazi, anche al di fuori degli orari didattici, per riempirli di iniziative culturali, momenti di incontro e soprattutto di studio, perché è forte per tutti noi la necessità di avere un luogo di autodeterminazione e organizzazione. Vogliamo un Ateneo in cui le decisioni che vengono prese in merito agli studenti abbiano come motivazione esclusiva gli interessi didattici e non invece gli interessi economici; rivendichiamo il libero accesso alla formazione superiore, senza vincoli quantitativi o qualitativi. Vogliamo un Ateneo che tuteli i diritti dei lavoratori, che proponga soluzioni di lunga durata per ricercatori e i precari, che provi a disarticolare, nella pratica politica, questo incancrenito sistema di lobby e nepotismi.

Riteniamo che l'università debba essere un luogo dove si crea cultura e dove le persone, dagli studenti al personale tecnico amministrativo, dai precari della ricerca fino ai docenti, siano partecipi e consapevoli, delle decisioni e dell'organizzazione.

Studenti di Sinistra

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Collettivo d'Agraria, Rossomalpolo - Collettivo di Novoli, Farmacoresistenza - Collettivo di Farmacia, Filo da Torcere - Collettivo di Ingegneria, Collettivo di Lettere e Filosofia, Codice Rosso - Collettivo di Medicina, Collettivo Nosmet, Laboratorio 15 - PSI per Vendetta - Psicologia, Collettivo di Scienze.

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